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Relais lungo le rive del sile

L’antica arte veneziana del merletto

Racconta un’antica leggenda che le origini del merletto nascano dalla “trina delle sirene”, una pianticella acquatica portata in dono da un marinaio ad una bella veneziana. Lei ne rimase talmente incantata da volerla ricreare, dando vita così all’arte del merletto.

Il prezioso ricamo di fili con cui si ornavano gli abiti e l’arredamento, conquistò subito i favori delle nobildonne veneziane che, per prime, contribuirono alla sua produzione e alla sua diffusione nelle isole della Repubblica Serenissima, facendo nascere sin dalla fine dell’Ottocento delle vere e proprie scuole di merletto.

Nel 1870, Michelangelo Jesurum aprì la Manifattura Veneziana dei merletti e alcune Scuole di merletto ad ago a Burano, di merletto a fuselli, tipico di Pellestrina, o di merletto lavorato al telaio, più diffuso a Chioggia.

Sul tradizionale tombolo, il cuscino cilindrico per il ricamo ad ago, le abili mani delle merlettaie di Burano tracciavano l’ordito e la trama di sofisticati motivi, dando vita ai pizzi più raffinati che si diffusero ben presto nelle corti di tutta Europa.

Punto Venezia, punto Burano, punto Margherita, impreziosivano abiti nuziali, ombrellini, copriletti e corredi reali. Jesurum, detto “Michelangelo dei fuselli”, ricevette la medaglia d’oro a Parigi per aver inventato il merletto policromo lavorato a fuselli, con filati di seta colorati e, nel 1906, nel suo palazzo, fondò il Museo del Merletto.

Nel 1939 la famiglia Levi Morenos acquistò la storica azienda veneziana Jesurum, salvandola dal fallimento e dall’oblio e sottraendo la preziosa collezione di merletti e il materiale d’archivio dalla guerra.

Gli ospiti di Ca’ Maffio possono ammirare alcuni di questi pezzi storici della collezione privata di merletti della famiglia Levi Morenos, oggi conservati nella villa.